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Le origini di Fondi risalgono al mitico Ercole, ma è certo che, per la ridente posizione geografica, la mitezza del clima, la fecondità del suolo, le colline intorno Fondi, da epoche preistoriche, furono abitate dagli Ausoni. Tra il IX e l’VIII secolo a.C. la popolazione del luogo subì influenze etrusche e greche. Tra il VII ed il VI secolo a.C. cadde sotto il dominio dei Volsci. Successivamente Roma, dopo aver debellato gli Etruschi, annientò i Volsci e fece di Fondi un Municipio con ordinamenti amministrativi propri.Nel 338 a.C. Fondi ricevette la cittadinanza romana e fu iscritta alla Tribù Emilia. Al mondo romano ha dato gli imperatori Tiberio e Sergio Galba. Alla Chiesa il Pontefice S. Sotero, dodicesimo successore di San Pietro. Dal III al XIX secolo Fondi è stata sede vescovile con una serie gloriosa di prelati. La “diocesi” fu soppressa nel 1818 e nel duomo di S. Pietro si custodisce ancora l’antica cattedra vescovile, decorata in mosaico cosmatesco, da marmorari romani. Nell’alto Medioevo Fondi subì l’invasione dei Longobardi e nell’anno 846 fu distrutta dai Saraceni. In seguito agli accordi di difesa contro le devastazioni saracene, nel IX secolo, Papa Giovanni VIII cedette Fondi al Ducato di Gaeta. Dal 1297 fu governata dalla potente famiglia Caetani che possedeva buona parte del territorio del Lazio, dalla antica Anagni, alle città volscine di Sermoneta e di Norma, le Paludi Pontine, da Ninfa, al mare di Astura e di Capo Circeo, e da Fondi estendeva il suo dominio a Minturno ed al Garigliano. La potenza del casato Caetani si rafforzò con il Papato di Bonifacio VII. Il conte di Fondi, Onorato I, protagonista politico e militare dell’epoca fu tenuto in grande considerazione dal papa e dal re di Napoli. Sotto l’auspicio di Onorato I nel 1378 si svolse a Fondi il conclave per l’elezione dell’antipapa Clemente VII. Con Onorato II Fondi raggiunse la sua massima importanza. Alla discesa in Italia di Carlo VII ( Sett. 1494), diretto alla conquista del regno di Napoli, Onorato III Caetani, mostrandosi favorevole ai francesi, fu privato della contea da Ferdinando II d’Aragona, che l’assegnò a Prospero Colonna, rimasto fedele alla corona aragonese.Prestigioso condottiero di ventura, si era guadagnato il feudo anche vincendo la famosa “Disfida di Barletta”, che si svolse il 13 febbraio 1503 tra 13 cavalieri italiani e 13 cavalieri francesi, con a capo Ettore Fieramosca da Capua. In seguito alla vittoria della “disfida”, Ferdinando II, il cattolico, riconquistò il trono di Napoli e per riconoscenza assegnò la contea di Fondi ed il ducato di Traetto (Minturno) a Prospero Colonna, padre di Vespasiano. Questi sposò la giovanissima Giulia Gonzaga, figlia di Ludovico Gonzaga. La contessa di Fondi, Giulia, di leggendaria bellezza, elevò la contea di Fondi al rango delle più prestigiose corti rinascimentali. Fondi all’epoca di Giulia Gonzaga fu frequentata da artisti e lettarati del tempo. La bella contessa Giulia, rimasta vedova di Vespasiano Gonzaga, richiamò l’interesse del corsaro Kairedin Barbarossa che nell’agosto del 1534 assalì la città per rapirla. Donna Giulia si salvò con una rocambolesca fuga e trovò rifugio in Napoli ove morì nel 1567. La contea ereditata dal nipote di Giulia, Vespasiano Gonzaga, passò per successione ai Carafa di Napoli e al conte tedesco Mansfeld, la cui figlia, Eleonora, nel 1721, vendette il territorio fondano alla famiglia de’ Sangro che possedeva la contea fino all’abolizione della feudalità nel 1806. Il 6 novembre 1860 Fondi fu occupata dalle truppe piemontesi e fu congiunta all’Italia unificata. Negli anni 1943-1944, durante il secondo conflitto mondiale, subì 44 bombardamenti. Le case del centro storico furono in gran parte abbattute e molti civili trovarono la morte sotto le macerie. Nel dopoguerra la rapida ricostruzione ha portato alla riparazione dei danni di guerra, allargamento del perimetro urbano ed alla realizzazione di varie opere pubbliche. Negli ultimi trent’anni le contrade di S. Magno, Le Querce, Salto di Fondi, San Raffaele, hanno avuto un considerevole sviluppo urbanistico e sono diventate dei popolosi centri attivi per l’agricoltura ed il piccolo commercio. |
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